[e il naufragar è dolce in questo
virtualmare]
Che poi uno
con internet si fa una cultura.
Ad esempio,
sei una ragazza e vivi in una centrale nucleare? Metti a riposo il tailleur,
indossa un bikini sgargiante e concediti un paio di autoscatti: parteciperai al
concorso Miss Atom. Se non ti senti così scissa, in Baviera potrai sempre
trovare al "Brain Sciences" di Monaco qualcuno che ti legge nel cervello prima
ancora che le tue sinapsi si coniughino in azioni. Se la materia grigia non è
il tuo punto forte, c’è sempre la vista. Un paio d’ore al giorno davanti ai
videogiochi per un mese migliora del 20% la capacità di identificare al volo le
lettere di un test oculistico, parola dei ricercatori di Rochester, Usa. E
addio all’antico rimedio delle carote. Il nobile ortaggio è ormai appannaggio
delle mucche del Jersey: un allevatore assicura che, da quando ne sono diventate
ghiotte, le sue producono un gustoso latte rosa.
Sono alcune
delle chicche che vengono tranquillamente spacciate per notizie sul web. La
decenza poi non permette di approfondire temi importanti quali il doppio
vibratore collegato all’iPod, quanto fosse cessa Cleopatra [come da ricostruzione
da cameo di 2000 anni fa], o l’hostess che si ricicla sex bomb per sedurre ad
alta quota…
È dura la
vita del connesso viaggiatore, peggio del naufrago di Thomas Eliot. Correnti
sottomarine di silicio gli spolpano i neuroni in sussurri, mentre affiora e
affonda tra un sito e l’altro entra nei gorghi di bit, fino al flutto profondo
del mare telematico, che tutto assorbe e debella.
Ne esce madido
quando alza la testa dallo schermo, sputa un giga di fiotto d’acqua e guarda
attorno. Finalmente è tornato alla realtà. A quel mondo fatto di uomini e donne
in carne e ossa, di aria e micropolveri, di traffico e di parcheggi, biciclette
e ciclabili. Scontrini mai dati, code in tangenziale, benzina millesimata, lavoratori e lavoratori in nero. Caste varie
ed assortite che vengono difese da sindacati, partiti e istituzioni (ormai la stessa
cosa, a giudicare dai componenti che migrano da una parte all’altra) che, come
nello Stato di Don Raffaè, si costernano, s’indignano, s’impegnano poi gettan
la spugna con gran dignità.
Trovi tutto
quello che cerchi, nella realtà di internet. Un passatempo per tutte le età.
C’è la scuola, i bambini, la ricreazione, le botte al professore. Ci sono gli
street bar, gli aperitivi e le donne tiratissime, per farti vedere quant’erano
belle 20 anni prima. Ci sono i bar e i centri sociali. La tua amicizia con
Charlize Teron come quella con Bruce Springsteen. È tutto a portata di mano.
Basta riaccendere il computer, aprire il browser, cliccare un segnalibro ed il
nostro naufrago riprende la sua zattera, la spinge lontano dalla riva e torna
in mare aperto. Sognando Miss Atom, ma sperando che in Baviera non prevengano
quello che vorrebbe fare con Miss Atom; giocando coi videogiochi per vedere
lontano, possibilmente non con uno di quelli dove debba ammazzare delle mucche.
O spingersi fino a riva, per riuscire a sbirciare se davvero quel latte è rosa,
e lassù in alto, per verificare se quell’hostess vale una trasvolata in prima
classe.
In fondo,
come nell’opera di Miller, “un
viaggiatore deve sognare. I sogni sono i ferri del mestiere”.