Sia ben chiaro:

Solamente una persona con gravi problemi psichici potrebbe ritenere questa accozzaglia di pensieri e parole come una testata giornalistica,anche perchè viene aggiornata senza alcuna periodicità.

NON PUO'PERTANTO CONSIDERARSI UN PRODOTTO EDITORIALE EX L.62 7/3/2001.



Per contattarmi: rivedelfiume@tiscali.it

mercoledì 28 marzo 2012

New skin for the old ceremony

Mi sono spostato QUI, perchè ero stufo dei miei commenti che finivano nella spammeria.

Siete tutti attesi con trepidazione [unico lusso concesso: anche perchè da un lato, siete tutti incorruttibili, e dall'altro non potrei permettermi nessuna altra forma tangibile di persuasione...] .

mercoledì 21 marzo 2012

Non è tutto oro ciò che luccica


Il fenomeno è a dir poco impressionante: non ci avevo mai fatto caso prima, poi un incontro casuale [ed un commento di Leira nel post precedente] hanno dato il via alle considerazioni. Riassunte in una sola parola (in origine erano due, ma le necessità del marketing hanno compresso in una sola. E non solo le parole, sono compresse): i compraoro.
Spuntano come funghi, se persino nella cittadella -che per quanto riguarda l’apertura mentale è in pratica una comunità Amish ma che ama girare in Suv- se ne contano almeno una decina. Uno di questi, ed ecco l’incontro casuale, è di proprietà di un tizio che è talmente convinto della propria avvenenza da riempire col suo faccione le fiancate dei bus e decine di minuti di televendita sulla tv locale. Ad occhio, non credo abbia profondi studi di fisiognomica, ma poco o nulla conta. Conta, invece, che il suo negozio sia sempre pieno. Così, mentre lo vedo “di pirzona pirzonalmente” , vestito di eccellente fattura, occhiale alla moda, orologio che è più oro che logio, sorbirsi avidamente un eccellente e ricco aperitivo, penso che dietro quel bicchiere ci siano storie di affitti, bollette, mutui, spesa alimentare, figli da crescere e far studiare.
Tutte quelle voci di bilancio, insomma, difficili da sostenere quando la crisi colpisce, e colpisce duro.
Per questo sempre più spesso si tende a far ricorso alla vendita dei gioielli e dell’oro usato in cambio di denaro liquido. E dove c’è il miele, arrivano le api. In realtà, pare che aprire una bottega del genere non sia una impresa troppo complicata: basta trovare una vetrina  od un insegna ben colorate, la scritta “compro oro” a caratteri cubitali [ovviamente dorati], un po’ di cartellonistica ed un passaparola nei posti giusti, ed il gioco è fatto . Il boom è generato anche da una normativa dalle maglie larghe: non si paga l'Iva perché l'attività è considerata "di rottamazione". Il registro di carico e scarico merce è l'unica "prova" del passaggio di proprietà dell'oggetto preso in carico. E l'unico obbligo di legge, la registrazione dei dati del venditore, spesso viene ignorato. Non nel caso dell’ Avvenente, che invece è di una correttezza esemplare: ci ho accompagnato, un po’ per curiosità un po’ per doverosa assistenza, mia madre che doveva vendere un po’ di cose legate a ricordi da cancellare.
E mi ha stupito la coda: tra dentro e fuori, almeno una decina di persone.
Persone, e le storie che si portano dietro.
Con molto pudore, peraltro: ma non è difficile intuire che si tratta comunque di persone cui il reddito o la pensione non bastano di fronte ad una spesa imprevista, e che cercano di far quadrare il bilancio senza intaccare i sempre più risicati risparmi rinunciando a qualche oggetto ormai in disuso.
Come nelle banche del post precedente, il rapporto è squilibrato: quelle che sembrano quotazioni alte, sono in realtà pie illusioni. Basta fare un rapido giro per rendersi conto che si possono trovare sostanziose differenze di prezzo d'acquisto tra un punto e l'altro.
Tamponi per ferite, tappi di plastica su un buco troppo grande.
Chi vende è quasi sempre in forte difficoltà economica e ha ben poco potere contrattuale, quindi finisce per accettare prezzi bassi. Inoltre l'oro ritirato dovrebbe essere fuso per legge, ma questo non avviene sempre. Spesso, invece, gli oggetti di maggior pregio sono reimmessi in commercio, con margini di guadagno maggiori.
Una curiosità riportata sul Rapporto Eurispes: la corsa all’oro del terzo millennio si incentra non tanto sull’estrazione, quanto sul recupero del metallo prezioso da prodotti di largo consumo: le schede madri dei pc sono il più ricco giacimento di “oro di seconda mano”, e dai cellulari si può recuperare una discreta fortuna (da 1 milione di cellulari si ricavano 37,5 chili d’oro, 386 d’argento e 16,5 di palladio).
Insomma, se il mattino ha l’oro in bocca, spesso molte bocche mangiano proprio grazie all’oro: e non mi riferisco, ahinoi, solo a chi lo compra.